BRINDISI, NELLE SCUOLE NO AI BIMBI DISABILI MA SI AI PROFUGHI…

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A Brindisi i casi di disabilità sono in aumento, e questo è tutto verificabile statisticamente, e la causa è l’inquinamento globale e locale che sta invadendo il nostro Paese. “Presidente Emiliano ci venga incontro, non ci tolga il diritto allo studio”. Queste sono le parole, che hanno emozionato e fatto strappare il cuore, pronunciate da un bambino con difficoltà nei confronti del Presidente della Regione Puglia, Emiliano, durante un sit in di protesta organizzato dai genitori dei bimbi per porre l’attenzione sui tagli alla scuola.

Quello allo studio (e all’integrazione per i bambini disabili) è un diritto fondamentale e inalienabile, ma sembra che in alcuni casi questo sacrosanto diritto venga meno perché i soldi a quanto pare vengono spesi altrove. In questo caso, vista la crisi economica, si direbbe che non ci sono i danari per sanare questa ingiustizia. Purtroppo, a quanto pare, questa cosa non corrisponde a verità, visto che i soldi ci sarebbero anche a disposizione, ma vengono utilizzati per creare nella stessa città (stiamo parlando di Brindisi), e negli stessi plessi scolastici, corsi di Italiano e momenti di integrazione per profughi africani. Quello di Brindisi non è il primo caso che viene alla luce di soldi spesi per i migranti e non per i cittadini italiani che ne hanno realmente bisogno. In un momento di crisi drammatica come quella che stiamo vivendo, i disagi per la cittadinanza sono sempre maggiori, ma l’aiuto che viene dalle istituzioni è sempre minore.

I migranti non pagano le tasse, ma usufruiscono solo di diritti. Per quale motivo? Per quale motivo ci sono cittadini di serie A e di serie B o C?

 

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