Termovalvole, si paga col termosifone spento

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Termovalvole e termosifoni: si paga anche quando tutto è spento.

 A segnalare questa anomalia è il Salvagente che ha raccolto la segnalazione di un utente che di fatto ha acceso un faro su una sorta di “aggravio” di spese che potrebbe di fatto riguardare diversi inquilini. A segnalare questa anomalia è stato Franco Lodigiani di Melzo che dopo aver installato le termovalvole, ovvero i ripartitori di calore nell’appartamento ha potuto verificare a settembre 2016 che il contatore era fermo a zero. La stessa cosa però non si è ripetuta a fine settembre. Infatti il signor Lodigiani ha notato la presenza di 315 scatti, ovvero 30 euro in bolletta, il 5 per cento del consumo totale. Ovviamente a settembre i riscaldamenti non erano accessi e da qui nasce il dubbio raccolto da ilSalvagente: perché vengono contabilizzati scatti che di fatto corrispondono ad un non utilizzo del riscaldamento? E su questo punto è intervenuto Franco Pozzoni, Presidente di Cna installazione impianti in Lombardia: “È normale. La scatoletta bianca misura il la differenza di calore del radiatore rispetto all’ambiente. Se ho un radiatore che è irraggiato dal sole durante l’estate, e si scalda la piastra d’acciaio, questa diventa calda rispetto all’ambiente, il ripartitore comincia a conteggiare”. Ecco dunque spiegato il costo aggiuntivo in bolletta. Il tutto ovviamente va a pesare nelle tasche di chi paga che si ritrova scatti senza aver utilizzato il sistema di riscaldamento.
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