Il disordine provoca ansia. Lo dice la scienza…

“A volte ti ritrovi nel salotto alla fine della giornata, il pavimento è coperto da un capo all’altro di giocattoli;
tazze riempite a metà, piatti e ciotole vuote o piene di briciole sul tavolino.
I vestiti sporchi di figli e marito accartocciati in ogni angolo e senti che sta per arrivare un attacco di panico!

Non capisci se sia la stanchezza, la rabbia, l’iperstimolazione sensoriale, o tutto quanto sopra, ma la reazione al disordine, è più di una semplice frustrazione.
Ti sembra che la stanza si stia riversando su di te.

Senti un senso di sventura, depressione e disperazione. Può sembrare un’esagerazione, ma è davvero quello che succede.”

Quando una mamma ha condiviso queste sensazione su Scary Mommy, ricevendo in seguito messaggi e mail di sostegno, si è accorta di come le sue frustrazioni e ansie, sono le stesse di tante altre donne che vivono quotidianamente le stesse emozioni.

Tutte sono state felici di capire che quelle ansie, quei pensieri, sono comuni a tante altre donne.
Non erano le sole maniache della pulizia e dell’ordine e non erano pazze! Semplicemente persone ordinate, sicuramente indaffarate in tante altre incombenze, e bisognose di una semplice condivisione per gestire una situazione, quella del caos, non sempre facile da vivere.

La pubblicazione dei pensieri di questa mamma ha portato un profondo senso di sollievo, perché è rassicurante sapere che le tue idiosincrasie e qualche stranezza, sono condivise da tanti altri e che in realtà non sono sempre un “problema”, ma solo una parte di come sei e di come reagisci.

Come spiega la psicologa Sherrie Bourg Carter in Psychology Today: “Le case disordinate e gli spazi di lavoro pieni di oggetti, ci lasciano ansiosi, impotenti e sopraffatti. Tuttavia, raramente il disordine è riconosciuto come una fonte significativa di stress nelle nostre vite. ”

Proprio per questo, molte persone, soprattutto donne, non riescono a focalizzarsi sulle fonti e sulle motivazioni del loro stress. Il caos ed il disordine bombardano letteralmente il nostro cervello con odori, stimoli, percezioni, che finiscono per accumularsi giorno dopo giorno.

Come sintetizzato sempre dalla Dott. Carter, questa continua sensazione di disordine invia al cervello messaggi che si possono riassumere nel pensiero di non riuscire mai a completare il proprio lavoro ed i propri compiti.
Questa condizione si traduce in seguito in sensazioni di perenne inadeguatezza, finendo con il danneggiare equilibrio ed auto-stima.

In un articolo per Psych Central, la psicologa Audrey Sherman, Ph.D., dice che tra i suoi pazienti che soffrono di ansia e depressione, i sentimenti di “disorganizzazione e caos” all’interno dei loro ambienti, sono un tema molto comune, spesso trascurato, o non analizzato sino in fondo.

La Dott.ssa. Sherman scrive: “Il bagaglio emotivo ha un modo di costruire, reagire, e quindi di esprimersi in uno spettacolo esteriore di turbolenze, come se un tornado si fosse scatenato nel cervello delle persone.”

Questo termine, tornado, sembra perfettamente azzeccato. Descrive in maniera visiva ciò che accade quando si vive perennemente in una situazione di disordine e caos. Stress, senso di colpa, e disturbi collegati proliferano in questi ambienti.

Non sorprende che la relazione tra il disordine e l’ansia abbia una componente dominante femminile.
Secondo uno studio condotto dal Centro UCLA su Everyday Lives and Families, le donne che vivono in case disordinate hanno livelli più elevati di cortisolo, un ormone dello stress. Gli uomini, d’altro canto, non soffrono di stress a causa del disordine domestico o, perlomeno, non raggiungono i livelli delle loro compagne.

I ricercatori hanno provato a capire il motivo per cui questo avviene, cioè colpire prevalentemente le donne.
La sintesi delle varie risposte porta ad identificare, per le donne, il proprio ambiente domestico come l’universo prioritario di riferimento.
Cosa non condivisa, a livello psicologico, dalla maggior parte degli uomini.

In poche parole la sostanza di diversi studi e ricerche certifica questo stato di cose. Pertanto, se le cose sono così, cosa possono fare le donne per evitare di trovarsi impelagate in situazioni mentali e psicologiche cosi complesse?

Appurato che non si può buttare all’aria tutto, intasare i cassonetti di cose o bruciare tutto quello che crea sensazioni di fastidio, un primo consiglio è quello di parlarne. Non tenere dentro di sè queste sensazioni sgradevoli. Poi, oltre naturalmente invitare mariti e figli ad una maggiore collaborazione, riuscire a darsi degli obiettivi giornalieri senza pretendere la perfezione.
Quindi, concentrarsi sugli ambienti comuni, tentando di dimenticare o non osservare ad esempio le camere da letto o la cucina.
Procedere cioè a piccoli passi.

La collaborazione con gli altri membri della famiglia è fondamentale. Anche se alcune manie delle donne sembrano non essere condivise, ad esempio, dagli uomini, non bisogna vergognarsi e chiedere aiuto.

La confusione ed il caos rendono anche meno chiari i rapporti dentro casa, e quindi giungere insieme ad uno stato di equilibrio, finisce con l’aiutare anche i rapporti domestici.

Cosa ne pensate?
Scriveteci le vostre esperienze e condividete!

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