Rovigo, pestano a sangue il pedofilo che ha abusato di loro figlio: lo dovranno risarcire per lesioni

 

Rovigo – Accusati di avere picchiato a sangue il nonno 60enne che avrebbe abusato sessualmente del nipotino di due anni. E per questo condannato a otto anni in primo grado, con un processo di appello pendente. Ma accusati anche di avergli urlato “pedofilo”. Questa la contestazione elevata ai danni del padre del piccolo e dello zio. Lo riferisce Rovigo Oggi

Le ipotesi di reato sono ingiurie, lesioni personali, violenza privata per averlo costretto a fermarsi mentre era in auto tagliandogli la strada con la loro, danneggiamento perché avrebbero colpito anche l’auto. Sarebbe stato un pestaggio punitivo feroce, ai danni del 60enne. Sarebbero stato preso a pugni, calci, bastonate.

Quest’ultimo ha testimoniato nella giornata di lunedì 30 gennaio, di fronte al giudice Valentina Verduci, lamentando una specie di persecuzione nel Comune del Basso Polesine teatro dei fatti. Sarebbero comparse anche scritte contro di lui, che lo accusavano di essere appunto “pedofilo”.

Il 60enne è costituito parte civile nel procedimento, seguito dall’avvocato Gianpietro Berti, lo stesso che lo segue nei procedimenti penali, mentre gli imputati sono seguiti dall’avvocato Anna Osti, per il padre, e Valerio Migliorini, per lo zio. Nel corso dell’udienza è stato sentito anche il presunto pedofilo, che riferito la dinamica dell’aggressione. Ha spiegato di non avere potuto reagire, pur essendo cintura nera di karate, in quanto quasi immediatamente colpito da una bastonata alla testa che gli avrebbe tolto le forze.

Una versione dei fatti ripetuta anche dalla figlia, contestata però dalle domande della parte civile. Prossima udienza il 27 marzo, quando è previsto l’esame dei due imputati.

Rovigo Oggi

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