Giorgio Armani, il suo ordine definitivo per il futuro: “No agli stranieri”

Della successione di Giorgio Armani, 83 anni, re indiscusso della moda Made in Italy, si sussurra da tempo. La maison dello stilista nato a Piacenza, si legge su Il Giornale, rimarrà tricolore e manterrà lo stile e i valori del fondatore nel tempo.
Nel breve periodo, non è previsto il suo approdo in Borsa. Nessuna cessione.

Sarà la Fondazione Armani a prendere in mano il timone futuro del gruppo, secondo regole vincolanti e rigidi criteri fissati dallo stesso stilista che, in questo modo, evita la tentazione dei fondi e dei colossi internazionali del lusso che più volte, in passato, avevano fatto delle proposte alla casa di moda milanese fondata nel 1975.

Armani, che si sta godendo le vacanze estive in una villa di 700 metri quadrati con parco a St. Tropez, vuole evitare una gestione a troppe voci del business e l’ipotesi di “spezzatino” , addirittura, quelli di un «spezzatino» della società che proprio in questi giorni, ha varato una ristrutturazione su tre linee: Giorgio Armani (ovvero l’ alta moda della Collezione Privè e Armani/Casa); Emporio Armani (per Armani Collezioni e Armani Jeans) e A/X Armani Exchange che si rivolge allo street style.

 
 
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