Alfano ora è in bilico: la sinistra e mezzo Pd gli hanno detto di no

Sui dem pesa il veto di Mdp al patto. E Fi stringe il cerchio su due nomi: Musumeci o Armao

Roma – La lunga trattativa per individuare i candidati per Palazzo dei Normanni continua.

 Il tempo stringe ma l’intricato puzzle non trova soluzione. E anche l’accordo tra i centristi di Angelino Alfano e il Pd sembra tutt’altro che raggiunto tanto che dalle parti del centrodestra si sospetta un ballon d’essai usato per mettere pressione e influenzare le scelte.

La «linee guida» per la scelta del candidato, almeno dentro Forza Italia, si stanno definendo. L’obiettivo è presentare la coalizione unita. La rosa dei candidati è ormai ristretta a Nello Musumeci e Gaetano Armao, ex assessore all’Economia nel governo di Raffaele Lombardo e alla guida del movimento dei «siciliani indignati». Silvio Berlusconi stima l’avvocato e docente universitario e la sua capacità di parlare alla Sicilia che produce, è rimasto colpito dall’incontro che ha avuto con lui.

Dentro Forza Italia, però, si sta rafforzando la convinzione che la candidatura con le maggiori possibilità di vittoria sia quella di Musumeci. E non è escluso che se arriverà il via libera definitivo da parte del presidente di Forza Italia nel giro di 48 ore si possa ufficializzare l’appoggio all’ex presidente della Provincia di Catania. «Dobbiamo accelerare». L’importante, spiegano gli azzurri, è «evitare Roma 2 la vendetta». Solo a quel punto si vedrà come eventualmente ricucire con gli alfaniani sui quali da parte anche di Fratelli d’Italia non esistono veti insuperabili.

«Musumeci è disponibile ad accogliere una lista di centro che abbia una veste civica, come già avvenuto in Liguria o in Lombardia» spiega Ignazio La Russa. «Noi siamo certi che Musumeci sia il candidato con il maggior gradimento, ma se persistono dubbi Berlusconi faccia fare tre sondaggi incrociati e verifichi chi è l’uomo migliore. Per quanto riguarda l’accordo allargato, chi vive il territorio mi dice che la somma algebrica sarebbe negativa».

Dalla Sicilia arriva anche l’appello all’unità del centrodestra in vista delle elezioni del 5 novembre da parte del leader di Cantiere popolare, Saverio Romano. «Musumeci e Armao sono ottimi candidati, così come Lagalla e La Via. Chi di loro può interpretare al meglio la domanda dei siciliani di politica del fare, inclusiva e credibile lo possono decidere solo quei partiti che ne conoscono bisogni e speranze. Nuocciono le incursioni di chi, fuori dallo Stretto, guarda alla competizione come una occasione per raccogliere spiccioli di consenso in libera uscita».

Sull’altro fronte i bersaniani di Mdp e Sinistra Italiana dicono no a un accordo con Alfano. La loro linea è: sì a un candidato civico, no a uno politico e veto sugli alfaniani. Un rifiuto comunicato dai vertici regionali al sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Un ulteriore conferma che quell’accordo a sinistra dato quasi per fatto da Ap è ancora lontano.

Giuseppe Castiglione, l’uomo forte degli alfaniani nell’isola, rilancia, annunciando che «la prossima settimana presenteremo programma e candidato». Ultima mossa di una partita di scacchi in cui si fatica a uscire dall’arrocco.

 

 

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