Il Comune paga gli stranieri: teme denunce per razzismo

A Diano Castello, in provincia di Imperia, stanzia soldi “per evitare che l’Amministrazione comunale venga condannata per l’adozione di comportamenti discriminatori con addebito delle spese legali”

 Diano Castello – Puoi anche avere un permesso di soggiorno di quelli ordinari, ma a Diano Castello, in provincia di Imperia, se sei una donna straniera in maternità o fai parte di un nucleo familiare numeroso, hai diritto a ricevere un assegno.

 

Il tutto grazie a una determina dirigenziale del 10 luglio scorso, pubblicata oggi sull’Albo Pretorio comunale. Una decisione motivata da amore per il prossimo o grande spirito umanitario? A giudicare dal contenuto del documento, si direbbe proprio di no. Anzi. Sembrerebbe più che altro dettata dalla fondata paura di “beccarsi” una denuncia per razzismo. La determina, infatti, è stata adottata: “Preso dunque atto dei numerosi ricorsi anti-discriminazione – è scritto nel documento – depositati dinnanzi diversi Tribunali ordinari da parte di cittadini stranieri che si sono visti negare l’accesso agli assegni in argomento sulla base del mancato possesso del permesso Ue per lungo soggiornanti”. E poi. “Per evitare che l’Amministrazione comunale venga condannata per l’adozione di comportamenti discriminatori con addebito delle spese legali”. Evidentemente, lo straniero che batte i pugni sul tavolo fa paura e, per questo, viene pure accontentato.

“Per le ragioni espresse in premessa – così si conclude l’atto – determina di accogliere anche le istanze per l’assegno di maternità di base comunale… e per l’assegno per nuclei familiari numerosi, presentate da cittadini stranieri di Paesi terzi non membri dell’U.E., in possesso di permesso di soggiorno ordinario e non lungo-soggiornanti, al fine di rispettare pienamente gli obblighi alla parità di trattamento e alla non discriminazione imposti dalle fonti del diritto Ue, dal diritto costituzionale e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”. Dulcis in fundo: “Ed evitare che l’Amministrazione comunale – viene ribadito, qualora non fosse ancora chiaro – venga condannata per l’adozione di comportamenti discriminatori con addebito delle spese legali”. E il sindaco Romano Damonte (lista civica) cosa ne pensa? “E’ un provvedimento dirigenziale, non una decisione della Giunta – commenta -. Mi coglie alla sprovvista, vorrei prima informarmi”.

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