Immigrati aggrediti, Caritas: “I politici scatenano violenza”

“Bisogna far capire ai politici che le loro parole incitano all’odio e possono scatenare la violenza nelle teste calde”.

 Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, entra a gamba tesa sull’aggressione a sfondo razziale avvenuta la scorsa notte nel centro di Roma. Cinque ragazzi tra i 17 e i 19 anni hanno insultato un cittadino del Bangladesh e un egiziano, e poi li hanno riempiti di botte in piazza Cairoli. “Devono stare attenti a ciò che dicono – dice all’agenzia Sir – serve una coscienza culturale che non contribuisca ad aizzare il branco”.

Tentato omicidio. È questa l’accusa per un ragazzo di 19 anni arrestato dagli agenti della polizia di Roma, intervenuti in piazza Cairoli, intorno alle 3 di questa notte, dopo che un gruppo di giovani aveva circondato, insultato e poi picchiato due immigrati. “Sporco negro – hanno urlato i ragazzi – gli immigrati via dall’Italia”. Una spinta iniziale ha fatto finire Kartik Chondro, il 27enne del Bangladesh, a terra. E lì, mentre cercava di rialzarsi, ha ricevuto un calcio in pieno viso. In ospedale gli hanno curato le fratture al naso, alle orbite e alle mascelle. “Quando avvengono questi episodi mi chiedo le ragioni per cui questi ragazzi agiscano con tanta violenza gratuita – dice monsignor Feroci – senza giustificarli, penso molti ragazzi che vivono nelle periferie, senza Stato e senza famiglia, spesso ascoltano e ripetono quello che sentono dall’alto”. Per il direttore della Caritas di Roma sono anche loro “vittime degli agitatori politici che affermano le solite falsità sui migranti: ‘Ci rubano il lavoro, la casa, ci invadono’. Il rischio è che per guadagnare quattro voti in più poi si aizzino queste teste calde”.

“A salvarmi sono state due ragazzine che stavano con quelli che mi hanno pestato”ha raccontato oggi Kartik Chondro“Avevo finito di lavorare da poco – ha svelato al Corriere della Sera – Ero uscito dal ristorante a Campo de’ Fiori con un collega egiziano e insieme ci siamo incamminati come sempre verso la fermata dell’autobus per tornare a casa. All’improvviso ho sentito uno che ci diceva ‘negri di m…, immigrati dovete sparire, andate via!'”. Secondo la polizia a ridurlo una maschera di sangue sarebbe stato Alessio Manzo, studente di 19 anni. Monsignor Feroci invita la politica ad “avere maggiore consapevolezza delle conseguenze delle loro parole, a fare uno sforzo di conoscenza del fenomeno migratorio, altrimenti si fomentano delle guerre tra poveri in una società che annaspa nel malessere di non avere casa e lavoro. Altrimenti – tuona – chi si sente forte davanti al debole, in questo caso poveretti inermi, agisce per far vedere chi è che comanda”. A suo avviso si tratta di “una questione culturale”. “Bisogna far attenzione ai messaggi che si danno, perché chi ha la testa piccola li recepisce in modo sbagliato e agisce con violenza”. Nonostante questo, il numero uno della Caritas capitolina non se la sente di dire che Romaè diventata più razzista perché “gli esempi di accoglienza sono molti di più di questi pochi episodi negativi”.

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