I vescovi si schierano con la sinistra a sostegno dello ius soli: “Chi nasce qui è italiano”

“Una legge sullo ius soli è assolutamente necessaria perché è senza senso che un ragazzino che da anni vive in Italia debba fare l’eroe per avere riconosciuta la cittadinanza”.

vescovi scendono in campo per la riforma sulla cittadinanza:”Lo ius soli offre al Paese maggiore sicurezza, perché significa far sentire parte delle nostre città chi in via formale ancora non lo è”, sostiene monsignor Gian Carlo Perego.

A parlare è Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento creato cardinale anche per l’impegno verso i migranti, che a Repubblica ha spiegato anche come sia”triste che il cantante Mahmood dopo aver vinto Sanremo, si sia sentito straniero nel suo Paese”.

Sull’argomento ha speso parole anche l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che ha osservato come sia “assurdo che ci sia chi pensa di dare la cittadinanza a uno per toglierla ad un altro”. Anche qui, il riferimento è al caso del bus dirottato a San Donato. Secondo Delpini, oggi più che mai, c’è bisogno di “gente che non vive calcolando il dare e l’ avere”,che non reagisca con l’odio e la rabbia, di fronte alla paura dell’altro.

Oltre ai vescovi, a scendere in campo a sostegno dellla concessione della cittadinanza per chi nasce in italia, sono anche diverse associazioni, che hanno deciso di mettersi al servizio degli “italiani senza cittadinanza”, perché “i figli e le figlie degli immigrati non devono sentirsi più soli”.

Lo ius soli, che nella scorsa legislatura aveva fallito la presentazione in Senato, si è trovato davanti il “no” del nuovo governo. Ma i “cittadini italiani senza cittadinanza” si dichiarano pronti a battersi, perché “l’Italia – dicono – è il nostro Paese”. Leggi la notizia su ilgiornale


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